84° CONGRESSO ITALIANO D’ESPERANTO Heraclea (Matera)  26 Agosto -  02 Settembre  2017

© Federazione Italiana d’Esperanto  Via Villoresi, 38  20143 Milano   C.F. 80095770014

Martedì 29, 08 2017
8,30 – 19,30 Gita di una giornata: MARATEA / LAURIA / RIVELLO
08, 30 – 12,30 Sala Lacalendola Corso di base di esperanto (Anna Lowenstein)
08,30 – 12,30 Sala Zamenhof  Seminario A: Cultura e Comunicazione in Europa: Le riviste in esperanto sotto la lente (Osmo Buller)
08,30 – 12,30 Sala La Torre Seminario B: Dall'informazione alla presa di coscienza e alle relazioni pubbliche (Lu Wunsch –Rohlshoven)
Osmo Buller: Nato nel 1950, si è laureato in economia e commercio all’’Università di Oulu (Finlandia). Ha imparato l’esperanto nel 1966. Dirigente Dell’Associazione Esperantista Finlandese e redattore della rivista “Esperanta Finlando” (1979-1985). Segretario dei Concorsi Letterari dell’Associazione Internazionale Eaperantista (UEA) (1989-2001). Impiegato alla sede centrale dell’UEA (1985-2016). In questo periodo, per 18 anni direttore generale dell’UEA. Il    seminario: L’esperanto    è    diventato    una    lingua    viva    anche    grazie    alla    sua    stampa    periodica.    E    della    sua importanza   si   accorse   subito   Zamenhof,   che   fin   dal   1889   si   fece   promotore   della   rivista   La   Esperantisto.   Da   allora di   riviste   ne   sono   uscite   tante,   nazionali   e   internazionali,   bollettini   locali   e   specializzate.   E   continuano   ad   uscirne, anche   se   sembra   che   il   loro   numero   stia   diminuendo.   Alcune   riviste   di   prestigio   hanno   avuto   diversi   problemi: Esperanto ,   l’organo   dell’UEA,   è   spesso   uscito   in   ritardo,   e   in   breve   tempo   ha   cambiato   due   volte   la   redazione.   La storica   Heroldo   de   Esperant o   ha   cambiato   editore   e   stenta   a   ripartire.   La   Ondo   de   Esperanto    non   esce   più   a stampa.   I   nostri   periodici   continueranno   ad   uscire   a   stampa?   O   si   arrenderanno   alla   pubblicazione   in   rete?   E   si trasformeranno?   Nel   seminario   seguiremo   la   storia   della   nostra   stampa   e   cercheremo   risposte   a   queste   domande. In   particolare   prenderemo   in   esame   gli   articoli   e   la   grafica   almeno   di   Esperanto    e   Heroldo   de   Esperanto ,   I   risultati delle nostre analisi collettive saranno poi inviati ai redattori.
Lu Wunsch-Rolshoven: Nato nel 1956 diplomato in matematica e in linguistica presso la Libera Università di Berlino Ha imparato l’esperanto nel 1977. Dopo varie funzioni nel movimento tedesco ed internazionale dal 2014 è l’addetto stampa dell’Associazione Esperantista Tedesca. Rientra nei suoi compiti l’organizzazione di seminari sui rapporti con la stampa. Nel 2001 ha fondato il gruppo di lavoro Esperanto-Land, diventato poi un’associazione, che tuttora presiede. È lui l’organizzatore degli Incontri di Capodanno in Germania, che raccolgono per una settimana circa duecento persone, di cui un terzo ragazzi e giovani.
Anna   Lowenstein    Scrittrice   di   romanzi   in   esperanto.   Autrice   del   racconto   “La   teoria   Nakamura”,   che   serve   da base   al   nuovo   corso   di   esperanto   nel   sito   “lernu.net.   Da   sempre   si   interessa   di   insegnamento   dell’esperanto. All’inizio   degli   anni   ’80   ha   fondato   e   diretto   la   versione   per   principianti   della   rivista   “Kontakto”   “Contatto”.   Da   16 anni   insegna   l’esperanto   col   metodo   diretto.   Dal   2007   al   2011   lo   ha   insegnato   anche   nel   mondo   virtuale   “Dua vivo”   (“Seconda   vita”),   per   cui   ha   messo   a   punto   il   materiale   che   utilizzerà   nel   corso   a   Policoro.   Collabora   con   i due   gruppi   di   lavoro   che   si   occupano   dei   due   più   importanti   corsi   di   esperanto   in   rete,   quelli   di   lernu.net   e Duolingo.
08,30 – 12,30 Sala Cesarini Corso di esperanto intermedio (Nina Pietuchowska)
Nina    Pietuchowska    Esperantista    dal    1988,    già    insegnante    di    matematica,    fisica    e    chimica,    ora pensionata,   si   dedica   all’insegnamento   dell’esperanto   non   solo   nel   suo   paese   (Polonia),   ma   anche   in altri come le Repubbliche Baltiche, la Slovacchia, la Germania e anche l’Italia.
08,30 – 12,30 Sala Lasalandra Corso di conversazione in esperanto (Rafael Matéos)
Rafael   Matéos   González   è   nato   nel   1959   a   Jerez   de   la   Frontera   (Spagna),   e   ha   frequentato   corsi   di   laurea   in lingue,   geografia   e   storia.   Per   23   anni   è   stato   professore   di   inglese   in   scuole   medie   e   superiori   a   Huelva (Spagna),    ed    ora    è    in    pensione.    Ha    imparato    l’esperanto    come    autodidatta    nel    2005,    e    già    dal    2006    ha cominciato   ad   insegnarlo   non   solo   in   Spagna,   ma   anche   in   altri   paesi   (Armenia,   Francia   Marocco,   Turchia, Ungheria, Ucraina e addirittura in Cina).
8.30        sala x   ESAMI dell'Istituto Italiano di Esperanto (3 gradi)
14,30 – 19,30   Gita ad ALIANO e partecipazione alla tavola rotonda nel Parco Letterario Carlo Levi (€ 25)
Quest’anno il congresso ha luogo in Basilicata, dove hanno la propria sede diversi Parchi Letterari, riuniti nell’ Ente Parchi Letterari, costola della prestigiosa associazione Dante Alighieri. Il relatore ufficiale del congresso, l’ambasciatore Giorgio Novello, collabora con questo Ente per organizzare gemellaggi tra parchi letterari italiani e norvegesi. Quest’anno l’ormai tradizionale evento aperto al pubblico che la FEI organizza nel quadro del congresso, si svolgerà in un Parco Letterario e si presenteranno il valore ed il ruolo della letteratura regionale per il rafforzamento delle radici culturali. Martedì pomeriggio dalle 17.00 alle 19.00 i congressisti saranno ospiti del Parco Letterario Carlo Levi, ad Aliano, non molto distante dalla sede congressuale. Carlo Levi, pittore e scrittore (chi non conosce il romanzo Cristo si è fermato ad Eboli?) durante il periodo fascista fu mandato al confino in questo paese, lontano dai suoi compagni di lotta. Martedì pomeriggio, 29 agosto, una escursione partirà alle ore 14,30 e porterà i congressisti ad Aliano, per permettere di vedere l’unico ed impareggiabile panorama dei calanchi, visitare i luoghi più significativi, presentati, con targhe appese ai muri, dalle parole stesse dell’artista, il museo di opere pittoriche di Carlo Levi, il museo della civiltà contadina – al piano terra dell’appartamento occupato da Levi durante il confino, anche questo visitabile, si potrà rimanere stupiti e fotografare la “casa con gli occhi” ed altro ancora. E poi partecipare al dibattito cui parteciperanno il dott. Stanislao De Marsanich, presidente dell’Ente Parchi Letterari Italiani, la prof.ssa Neria De Giovanni, presidente dell’associazione critici letterari, il dott. Raffaele Nigro, giornalista e scrittore pluripremiato, il prof. Carlo Minnaja, uno dei validi esperantisti in campo culturale, alcuni autori lucani (Lucania è l’antico nome della regione Basilicata) le cui opere sono state scelte dal prof. Minnaja per l’antologia lucana, in lingua esperanto, che sarà presentata in tale occasione. Nel corso dell’evento verra’ presentata anche la conferenza: Il PEN Club: internazionale, italiano, esperantista (Carlo Minnaja)
Conferenza: Il PEN Club: internazionale, italiano, esperantista (Carlo Minnaja)
Carlo Minnaja Nato a Roma nel 1940, laureato in matematica e successivamente in storia, è stato docente di matematica all’università di Padova, all’Accademia Internazionale delle Scienze di San Marino, all’università Lucian Blaga di Sibiu (Romania) e al Politecnico della Virginia; attualmente è ricercatore emerito all’università di Padova. In esperanto ha pubblicato oltre 200 traduzioni da diverse lingue e dialetti, ed è autore del maggiore vocabolario italiano-esperanto. In passato ha ricoperto le cariche di segretario generale e di vicepresidente dell’Organizzazione Mondiale dei Giovani Esperantisti, di presidente della Gioventù Esperantista Italiana e di direttore dell’Istituto Italiano di Esperanto. Ora è membro dell’Accademia di Esperanto e dell’Accademia Letteraria di Esperanto. Nel 1990 ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio. Nel 2015 è stato autore, insieme con Giorgio Silfer della “Historio de la esperanta literaturo”. Conferenza:  La sigla PEN è, mantenendo un’allusione al concetto di penna, un acronimo delle parole inglesi Poets, Essaysts, Novelists, cioè, nell’ordine, poeti,saggisti, romanzieri). È un’associazione internazionale fondata a Londra nel 1921dalla poetessa Catharine Amy Dawson-Scott con lo scopo di rafforzare la solidarietà internazionale per mezzo della letteratura. A questo primo scopo si è aggiunta la difesa del diritto di libertà di espressione a voce e per iscritto, libertà che non è tutelata dappertutto. Questo ampliamento dello scopo ha portato all’ingresso di tutti gli operatori della carta stampata: giornalisti, critici letterari, traduttori, storici, e per estensione i “blogger”. Ignazio Silone curò la riorganizzazione della sezione italiana dopo la seconda guerra mondiale nel 1949. Il cui  presidente Alberto Moravia diviene nel 1959 presidente del PEN internazionale mentre alla presidenza della sezione italiana si susseguono nomi prestigiosi quali Maria Bellonci, Mario Soldati, Mario Luzi, Ferdinando Camon sino all’attuale, il poeta Sebastiano Grasso, e nel direttivo, tra gli altri, Dacia Maraini e Moni Ovadia. Fra i letterati esperantisti già nel 1931 serpeggiava l’idea di un centro per l’esperanto; Tibor Sekelj ne stimolò la nascita nel 1987, ma la fondazione vera e propria è avvenuta nel 1993 grazie a Perla Martinelli, Istvan Nemere, Giorgio Silfer, a cui si associò William Auld. L’ammissione al PEN Club Internazionale è avvenuta nel 1996.
15,00 – 16,00   Sala La Torre   Conferenza: Cinque città costiere in onore di Ercole (Maria Butan)
Maria Butan. La carriera professionale di Maria Butan è cominciata nel 1968 come professoressa di francese in un liceo romeno. Dal 1972 è assistente universitaria presso la Facoltà di filologia di Timişoara (Romania). Dal 1978 al 2003 è stata lettore di italiano e francese e cattedratica nel Dipartimento di lingue moderne dell’Università di agronomia nella stessa città. Ora è collaboratrice dell’Istituto Francese di Timişoara. Nel 2006 è stata insignita a Québec della medaglia d’argento “Dictée des Amériques”. Nel 2012 il Ministero francese dell’Educazione le ha conferito il titolo di cavaliere dell’ordine “Palmes Académiques”.Maria Butan ha appreso l’esperanto nel 1976, e da allora lo ha insegnato in diverse facoltà universitarie; nel 1995 si è laureata all’Accademia Internazionale delle Scienze, presso la quale è docente dal 1997. Nel periodo 1997-2000 è stata segretario del Forum Scientifico e Culturale Esperantista Danubiano. Nel 2006 ha organizzato una conferenza internazionale nell’ambito dell’OSIEK (Società di Coordinamento di Conferenze Internazionali in Esperanto) Conferenza: Cinque città costiere in onore di Ercole Assegnare un nome ad un nuovo insediamento era una decisione importante per una comunità migrante quando intendeva stabilizzare la propria dimora. Talvolta si prendeva il nome di un fiume o di un rilievo montuoso, se questi avevano già un nome. – o di alberi o altre piante presenti sul luogo, o di aspetti meteorologici tipici, vegetazione locale. Se già c’era un insediamento nei pressi, allora si ricavava il nome da quello degli occupanti. In tutte le lingue, in tutte le zone si riscontrano segni di una decisione sul nome fatta in gran fretta. Se la comunità nomade aveva scelto intenzionalmente il luogo in cui soffermarsi, magari dopo un viaggio pianificato e prolungato, si poteva legare il nome a quello di un protettore, che fosse una divinità o, in epoca cristiana, a uno o più santi: la diffusione del cristianesimo lasciava l’imbarazzo della scelta. Tornando indietro nel tempo, i primi colonizzatori europei a partire dalle coste furono i greci. Esplorarono tutti i mari che offrissero approdi. Alessandro Magno, nelle sue spedizioni di conquista, diede il suo nome a molte città per perpetuare la propria fama. Nella stessa epoca altri greci scelsero un altro eroe protettore altrettanto famoso, Ercole, e gli dedicarono città e fortezze. Saranno presentate le ragioni di queste scelte ed alcuni di questi siti archeologici.
17,00 – 18,30 Sala La Torre    Laboratorio di canto del gruppo Kajto
Nei concerti di Kajto o nei laboratori di canto il programma di Ankie e Nanne e’ sempre pieno di allegria e adeguato alla situazione in cui si trovano. Relativamente ai testi dei canti di Kajto, essi non conoscono limiti. Nanne e Ankie cantano di diversi temi. Nel loro repertorio temi relativi al mare ed alla storia giocano un ruolo importante ma loro cantano anche di avvenimenti comici della vita di tutti i giorni. Allo stesso modo amano musicare poesie in esperanto. Durante i concerti a volte il pubblico è invitato a cantare insieme dei ritornelli o piccoli canti. I due membri del gruppo Kajto possono annunciare ed introdurre i loro canti in diverse lingue come l’esperanto, l’olandese, il frisone, il francese, l’inglese ed il tedesco. Si accompagnano con diversi strumenti come la chitarra, il mandolino, i pifferi ed il concertino.